Il diario di Policromi

policromi

Caro Diario, visto che oggi scrivo la tua prima pagina, incomincio dall’inizio.

Oggi ti racconterò di come in soli 12 mesi Policromi è passato da 0 a 500.000 euro di fatturato lavorando un’ora al giorno comodamente da casa.

  • No, mi spiace, questa di Policromi è un’altra storia.
  • , ci sono state tante soddisfazioni in questo anno e te ne parlerò, ma non è tutto facile e splendente come si legge in certi post. E forse la nostra storia è interessante proprio per questo. Perché è una storia vera, perchè è fatta da persone vere, che vivono in questo Paese complesso, in questi tempi difficili e che non hanno mai avuto niente in regalo. E questa è una storia che ci piace proprio perchè potrebbe essere (veramente) la storia di chiunque.

Tutto è iniziato nel 2015, con la nascita della mia bimba, che poi è la bimba anche di un altro dei fondatori di Policromi. Facciamo entrambi un mestiere che ci porta spesso a lavorare da casa, io sono ricercatrice e progettista, lui è un fotogiornalista. Con la nascita di Adele il nostro ufficio in casa è diventato la sua cameretta. Questo piacevole sfratto ci ha portato a riordinare e impacchettare tutti i cassetti pieni di carte e scartoffie.

Con alcuni di questi fogli abbiamo fatto areoplanini di carta.

Poi abbiamo riaperto il cassetto dei sogni, chiuso lì da troppo tempo. Le nascite, si sa, portano grandi novità, ti restituiscono la voglia di progettare e ti danno la forza dell’ottimismo nel futuro. A tutto questo si è aggiunta la (temporanea per fortuna) perdita di tutti i lavori che stavo facendo prima di rimanere incinta. Sì, siamo in Italia e sappiamo che, oltre le pubblicità con clessidre che ricordano lo scorrere del tempo, per le donne incinta e le mamme lavoratrici la vita non è facile. Poi ve lo avevo detto che la nostra non è una storia tutta in discesa. Comunque Policromi è nato proprio così: di necessità virtù, ci siamo messi alla ricerca di un ufficio.

Come tutti i sogni nel cassetto, Policromi non era un progetto ben definito fin dall’inizio, aveva i contorni sfumati. È stato costruito e si va definendo un passo alla volta, con il contributo di tutti coloro che lo compongono. Una delle cose che ho imparato in questo periodo è che non si può programmare tutto e che lasciarsi andare, crederci e provarci è bello. Poi ho imparato che le idee si chiariscono solo mentre si realizzano. Così abbiamo progettato di aprire un coworking, dove lavorare insieme ad altri professionisti e scambiarci contatti e consigli, prima era solo un’idea ora sappiamo che lavorare insieme è la nostra dimensione ideale, perché è uno stimolo continuo e si raddoppiano le possibilità. La scoperta più bella è stata che al coworking sono venute tutte perone che ci piacciono, con cui ci siamo trovati bene da subito e con cui è bello condividere anche i pranzi, non solo il lavoro.

Poi abbiamo pensato di attivare dei corsi e mettere in comune le nostre competenze. Abbiamo studiato, progettato, organizzato ogni lezione con l’obiettivo di dare informazioni utili e oneste nel campo della fotografia, del videomaking e del giornalismo. I corsi sono partiti e ora sappiamo che possono rappresentare una reale occasione di crescita personale e lavorativa per chi li frequenta. Non potevamo immaginare che ci saremmo innamorati dei nostri studenti, nei quali rivediamo parte di noi stessi e per i quali facciamo un tifo da stadio. Ora so cosa si prova quando uno studente di fotografia vince un premio con la propria foto, so cosa si prova a veder pubblicato su Repubblica il lavoro di uno studente del corso di videogniornalismo, so cosa si prova a regalare un corso e un’opportunità. E so che questo è quello che voglio. Prima di aprire, nelle tante riunioni fatte, ci siamo detti che il valore aggiunto di questo posto sarebbe stato nel fatto che ognuno di noi fa almeno due lavori e portiamo dentro le competenze di fuori e viceversa, ora so anche che questa è una grande fatica ma ne vale la pena.

Con l’apertura di Policromi non si sono esauriti i nostri sogni, anzi si sono moltiplicati, abbiamo sogni così grandi da aver paura a pronunciarli. Ora so che quello che voglio da grande è poter dare occasioni e condividere la gioia con i nostri studenti e i colleghi del coworking. Voglio anche tantissime altre cose ma, caro diario, te le racconterò più avanti.

Policromi ha appena compiuto un anno. Per il prossimo anno abbiamo intenzione di continuare per la strada intrapresa, con la voglia di migliorarci e con l’augurio di goderci di più ogni momento, ogni nuova conoscenza e collaborazione. E questo è l’augurio che facciamo a tutti coloro che incontriamo sulla nostra strada: coltivate i vostri sogni, cercate collaborazioni, condividete, informatevi, volate, voliamo insieme!

Questo è la prima pagina del nostro diario, se non ci conosci puoi visitare il nostro sito per vedere chi siamo e cosa facciamo. In questo spazio raccontiamo Policromi dietro le quinte, per farci conoscere meglio e chiacchierare con chi ci legge, mi farebbe molto piacere sapere cosa ne pensi. Ad esempio, quali sono i tuoi sogni nel cassetto?

 

Questo articolo è stato scritto da Sara Miscioscia

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